Filippo Guidorizzi - 30 Maggio 2023
Scopri qual è la durata di un impianto dentale, intervento chirurgico risolutivo contro la mancanza di denti in bocca.
La longevità di un impianto dentale è una delle principali preoccupazioni di quei pazienti che si sottopongono a questo tipo di intervento. La procedura di implantologia dentale è una tecnica molto sicura e consigliata, che prevede l’impianto di un dente artificiale tramite una vite in titanio come radice, all’interno delle arcate dentali.
Ci sono diversi fattori che possono influire sulla durata dell’impianto dentale e il paziente deve essere consapevole di queste eventualità.
Innanzitutto, la salute generale del paziente gioca un ruolo importante per la durata di un impianto dentale. Infatti, persone con problemi di salute come diabete, malattie cardiovascolari o immunodeficienze potrebbero avere un rischio maggiore di complicanze post-operatorie, che influiscono sulla guarigione dell’impianto.
Spesso, potrebbe essere una scelta del dentista di non praticare l’impianto dentale su pazienti che presentano questi disturbi, ma valutare altre soluzioni.
Inoltre, la cura e l’igiene orale quotidiana sono fondamentali per il successo dell’impianto dentale. É bene sottolineare che pazienti che non seguono un’adeguata igiene orale, potrebbero sviluppare infiammazioni gengivali e infezioni che rischiano di compromettere l’integrità e la durata dell’impianto dentale.
Il nostro consiglio è anche quello di affidarsi a dentisti specializzati ed esperti di implantologia dentale, per andare sul sicuro sull’esecuzione dell’operazione.
La durata dell’impianto dentale può variare a seconda della posizione e del tipo di impianto scelto per il paziente: gli impianti dentali anteriori, ad esempio, sono sottoposti a maggiori sollecitazioni durante la masticazione, rispetto a quelli posteriori.
Altri fattori che determinano una durata più o meno lunga di un impianto dentale sono i tempi di guarigione e la capacità di osteointegrazione del perno in titanio e la zona ossea circostante l’intervento. Se non avvengono nel modo corretto, nel tempo, potrebbero causare il cedimento prematuro dell’impianto ai denti.
In generale, possiamo dare dei dati indicativi, dati dalla letteratura scientifica internazionale, nella quale si conferma che circa il 90% degli impianti dentali è ancora ben saldo a distanza di 10 anni, su un conteggio eseguito su 100 interventi chirurgici di implantologia.
Dopo una panoramica complessiva, andiamo a capire qual è la durata di un impianto dentale scoprendo come incentivare correttamente il risultato dell’intervento.
Il successo di un impianto dentale dipende da diversi fattori e, sebbene la qualità dell’intervento possa influire positivamente sulla sua durata, non è possibile, ovviamente, stabilire una data di scadenza.
Ci sono diverse variabili che possono incidere positivamente e prolungare la durata dell’impianto dentale:
Prima e dopo l’impianto dentale, il paziente può essere il tassello principale per la durata nel tempo del suo intervento: pulizia ai denti accurata, attenzione ad evitare cibi troppo duri, no fumo e tabacco, uniti a una costanza delle visite dentistiche, sono tutti vantaggi favorevoli dai quali può dipendere la maggior durata dell’impianto dentale.
Se ci sono molti motivi dai quali dipende la durata dell’impianto dentale, allo stesso modo ci sono altrettanti rischi post implantologia da tenere in considerazione.
I diversi fattori di rischio per gli impianti dentali partono principalmente dalla mancanza delle corrette azioni eseguite a partire da dopo l’intervento chirurgico di implantologia dei denti.
Per esempio, la mancanza totale o scarsa igiene orale e dentale, la proliferazione di carie, la formazione di placca e tartaro, sono tra i primi rischi pericolosi per la durata di un impianto dentale.
Anche traumi esterni e contusioni sul volto possono essere altre cause di rischio per la maggiore durata dell’impianto dentale. Tuttavia, esistono anche motivi non strettamente correlati all’apparato dentale, come la scoperta di malattie autoimmuni, patologie gravi, tumori, arrivati successivamente all’intervento chirurgico.
Malattie come la cirrosi epatica, o l’abuso di droghe e alcool, ma anche semplici cure antibiotiche o farmacologiche, possono debilitare l’organismo e influenzare negativamente la durata dell’impianto dentale.
Il fumo è un altro fattore di alto rischio per la durata degli impianti dentali. I fumatori hanno maggiori probabilità di subire un fallimento dell’impianto, a causa della riduzione del flusso di sangue nella gengiva, e dell’aumentato rischio di infezione.
Dal punto di vista strutturale, anche una marcata assenza di osso gengivale in cui poter praticare l’impianto della vite in titanio, diventa non solo un fattore rischioso per la durata, ma anche un motivo da tenere in considerazione per poter praticare l’intervento stesso.
In questo caso, la soluzione è l’innesto di osso artificiale, o autologo, per poter procedere comunque con l’intervento chirurgico di impianto del dente.
Inoltre, le malattie degenerative dell’apparato orale, come la piorrea o la parodontite, se non curate adeguatamente, o recidive, possono compromettere la durata dell’intervento di implantologia.
La durata degli impianti dentali può dipendere pertanto dagli stessi fattori, ma gestiti nel modo corretto o meno.
Partendo, quindi, da una diagnosi precisa del dentista e una buona collaborazione del paziente, per salvaguardare la salute della sua bocca, la durata dell’impianto dentale non è così facilmente pregiudicabile.
Contatta il nostro studio dentistico per sciogliere ogni dubbio e richiedi una consulenza personalizzata per studiare il tuo caso.
Filippo Guidorizzi - 22 Settembre 2023