Filippo Guidorizzi - 16 Maggio 2023

Impianti dentali: come funzionano?

Tutte le domande su come funzionano gli impianti dentali troveranno risposta in questo articolo. Scopri cosa sono, se falliscono e come toglierli.

Gli impianti dentali sono una delle migliori tecniche risolutive in caso di denti mancanti.

Potremmo definire gli impianti dentali dei sistemi di riparazione permanenti, in quanto sostituiscono un dente vero con un dente artificiale in ceramica, che ha una vite in titanio al posto della radice.

Scegliendo di sottoporsi a un intervento di implantologia dentale, il paziente può risolvere non pochi problemi o disfunzioni che precludono la salute della sua bocca.

Lo scopo di impianti dentali che funzionano, è infatti quello di sopperire in modo strategico e perfetto a:

  • edentulismo naturale o causato da carie non curate;
  • estrazioni dentali difficili, che necessitano di sostituire lo spazio rimasto;
  • sostituire l’uso di dentiere o protesi mobili;
  • sistemazione dell’apparato dentale compromesso a causa di traumi esterni.

Eseguire un impianto dentale permette di ritrovare un benessere, magari perso da tempo, come quello della corretta masticazione. Gli impianti dentali funzionano perché praticano una vera e propria riabilitazione dell’apparato dentale.

Come vengono fatti gli impianti dentali?

Gli impianti dentali vengono fatti tramite un intervento chirurgico e possono essere fatti in diverso modo, praticando l’impianto per:

  • singolo dente;
  • ponti dentali;
  • protesi dentarie fisse, chiamate all on four all on six, a seconda del numero di punti fissi di aggancio alle arcate dentali.

In base alle esigenze e alle indicazioni del dentista, è possibile eseguire gli impianti dentali con la tecnica del carico immediato, mettendo così subito in funzione l’impianto definitivo, senza passare per un impianto provvisorio.

L’operazione di un impianto dentale funziona praticando uno o più fori all’interno dell’osso gengivale, nello spazio della radice dentale.

In quel punto, si avvita la radice in titanio sulla quale verrà fissata la corona dentale in ceramica, che funge da dente provvisorio o definitivo, a seconda della tipologia di impianto dentale che viene praticata.

La tecnica tradizionale prevede, prima dell’impianto della corona dentale, un trattamento di sabbiatura e la seguente sutura, tolta dopo una settimana.

Con una dentatura provvisoria poi si attendono 3-4 mesi per lasciare che la vite in titanio si integri nell’osso gengivale (osteointegrazione).

In seguito, si termina con la cementazione del dente definitivo.

Gli impianti dentali funzionano come fossero denti originali, fissi, saldi e ben amalgamati al resto della bocca.

Anche gli impianti falliscono: perché?

Anche gli impianti falliscono, vediamo perché. Le cause di un impianto fallito possono essere svariate ma spesso ricondotte a un post operatorio gestito male dal paziente o dovute a situazioni esterne che ne hanno condizionato la riuscita.

Partiamo dal presupposto che la fase più critica dell’intervento chirurgico di implantologia dentale è il post operatorio, soprattutto la fase di osteointegrazione della vite artificiale.

Inoltre, perché gli impianti dentali funzionino a dovere, è necessario avere la massima cura sia nell’igiene orale che durante le normali funzioni giornaliere, come mangiare e bere.

Ogni eccessiva sollecitazione, mangiando cibi troppo duri per esempio, può mettere a repentaglio l’intervento e il funzionamento degli impianti dentali, portando al loro fallimento.

Se non si mantiene pulito il cavo orale, contrastando la formazione di placca batterica e tartaro, si rischiano infiammazioni e infezioni dentali e gengivali che possono insinuarsi fin sotto l’impianto dentale e compromettere il suo corretto funzionamento.

Altre cause collegate a impianti dentali falliti, sono quelle abitudini che molte persone non riescono a eliminare, anche se preventivamente avvisate del rischio che corrono: bere alcolici, fumare e masticare tabacco, sono scelte rischiose per la salute dei denti e per la riuscita dell’intervento di implantologia dentale.

Può capitare che il paziente contragga in seguito all’intervento chirurgico, malattie degenerative come la gengivite, o scopra di essere affetto da patologie come il diabete, che contrastano con la salute dell’apparato dentale e con il mantenimento dell’impianto.

Tra vantaggi e svantaggi di un impianto dentale che fallisce, ci possono essere cause come traumi esterni, che mettono in pericolo la durevolezza dell’impianto.

Altro fattore incisivo, per un impianto dentale fallito, è l’evitare le visite periodiche dal dentista, per assicurarsi che tutto proceda bene, e la mancanza di sedute di igiene dentale professionali, per mantenere in salute l’impianto stesso e tutta la dentatura.

Nei casi più estremi, il fallimento dell’impianto dentale può essere causato dal rigetto del tessuto osseo dei materiali usati per la vite e la corona artificiali. Vista la biocompatibilità dei materiali usati per gli interventi di implantologia dentale, questa è una cosa che succede raramente.

Tuttavia, soprattutto durante la fase di osteointegrazione, il rischio di rigetto dell’impianto è possibile, soprattutto se non ci si attiene alle cure previste per favorire la normale guarigione, almeno nei primi 4-6 mesi. Ma come sono fatti gli impianti dentali?

Come si tolgono gli impianti dentali

Di seguito scopriamo come si tolgono gli impianti dentali che non funzionano più o che non si sono mai integrati nell’osso gengivale correttamente. La procedura da seguire è la medesima della costruzione dell’impianto, ma vista al contrario.

Per togliere gli impianti dentali si procede con le manovre e gli strumenti adatti a decementare l’impianto saldato all’osso, utilizzando tutte le misure di sicurezza possibili.

Le tecniche sia di implantologia che di rimozione degli impianti dentali difettosi e che non funzionano come dovrebbero, sono progettate per evitare di arrecare danni ai tessuti circostanti e ai denti adiacenti.

Dopo aver eseguito la fase di decementazione dell’impianto tramite degli strumenti appositi, viene rimossa anche la vite artificiale, e tutto ciò che era stato precedentemente montato per un impianto dentale funzionante.

Quando l’impianto dentale non funzionante viene rimosso, nella stessa seduta si verificano le condizioni di salute dei tessuti circostanti il foro, si controlla che non ci siano infiammazioni ai denti adiacenti, né alle gengive.

Nel caso, è possibile effettuare una pulizia e disinfezione profonda dei tessuti, per evitare che ci possano essere infezioni o problemi di qualunque genere.

In base al motivo che ha portato a togliere un impianto dentale fallito, può essere necessario lasciare il paziente senza protesi sostitutiva. Questo, fintantoché i tessuti sensibilizzati dalla presenza dell’impianto non funzionante, siano pronti per poter accettare questa volta, un impianto dentale che funziona.

Infatti, una volta che il vecchio impianto dentale viene rimosso, lo scopo è di praticare un altro intervento di implantologia, fissando una nuova vite in titanio.

Molto spesso, in casi in cui un precedente impianto di denti viene tolto, potrebbe essere necessario aggiungere altro materiale osseo sintetico, per dare più forza alla base, dove inserire la vita e la corona dentale.

Per evitare di dover arrivare a sostituire un impianto dentale funzionante:

  • cura ai massimi termini l’igiene orale;
    segui le istruzioni del dentista;
  • fai le visite di controllo;
  • segnala immediatamente qualsiasi disturbo.

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